Nona salvaguardia e ottava salvaguardia ultime notizie: LdB 2018 e strumenti straordinari Governo Gentiloni

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Nona salvaguardia e ottava salvaguardia ultime notizie: LdB 2018 e strumenti straordinari Governo Gentiloni

Non ci credo che l’ottava sia l’ultima salvaguardia per gli esodati. Ci avevano detto che lo sarebbe stata la settima, ma così non è stato e già sento il tam tam della nona.”, sono state le parole pronunciate un anno fa da Tito Boeri riguardo la possibile attuazione di una nona salvaguardia entro fine 2016. Eppure, allo stato attuale delle cose, la situazione non sembra essersi sbloccata nemmeno con la nuova Legge di Bilancio 2018.

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Per il presidente dell’Inps la riforma delle pensioni è poco funzionale per le casse del sistema previdenziale. “Bloccare gli adeguamenti dei requisiti di pensionamento a 67 anni dal 2021 – ha spiegato Boeri – porterebbe 141 miliardi di spesa in più da qui al 2035”. Con un costo medio di circa 8 miliardi l’anno”. L’Inps è più favorevole nel concretizzare strumenti straordinari come l’Ape Sociale e pensione esodati.

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Nona salvaguardia e ottava salvaguardia ultime notizie: pensione inferiore ai mille euro mensili

Stando alle cifre ufficiali sono 6,4 milioni, circa il 39,6% del totale, i pensionati che percepiscono una pensione inferiore a mille euro al mese. In particolar modo, sono le lavoratrici a pagarne più spesso le conseguenze. Una storia contributiva frammentata non aiuta infatti a maturare i requisiti necessari per accedere a una pensione dignitosa a fine del percorso lavorativo. Una possibile nona salvaguardia potrebbe quindi essere dedicata alle donne.

Nona salvaguardia e ottava salvaguardia ultime notizie: accordo lavoratrici postali e esodati

Nona salvaguardia lavoratrici postali: a Montecitorio sono state presentate le risoluzioni per l’annosa problematica relativa alle 40 lavoratrici postali. Dopo aver sottoscritto accordi d’incentivo durante l’esodo nel luglio 2011, le interessate, pronte ad andare in pensione a 60 anni, non sono riuscite a agganciare l’assegno previdenziale per via dell’allungamento dell’età pensionabile previsto dalla Legge Fornero e per la decorrenza della pensione (successiva al 6 gennaio 2019).

Le lavoratrici postali hanno firmato due differenti tipologie di accordo di esodo che prevedono:



erogazione incentivo economico per coprire l’arco di tempo necessario per maturare i requisiti per la pensione;
assunzione di un figlio con contratto a tempo indeterminato.

Non avendo diritto ad agganciare l’Opzione Donna né l’Ape Social, le lavoratrici dovranno dunque attendere la pensione di vecchiaia.
Stando alla nuova Legge di Bilancio 2018 sembra non essere ancora stata approvata una nona salvaguardia a favore del gruppo di donne esodate e degli altri lavoratori che hanno interrotto il proprio rapporto lavorativo in cambio di un incentivo economico.
Il comunicato stampa pubblicato dall’Inps in data 19 ottobre 2017 parla infatti di Ape Social e precoci:

“I dati resi noti oggi dall’INPS riguardo i risultati dell’esame delle domande di accesso all’Ape sociale e al pensionamento anticipato per i lavoratori precoci sono riferiti all’esame effettuato dall’Istituto prima delle nuove indicazioni fornite dal Ministero del Lavoro in risposta alla richiesta di chiarimenti avanzata dall’INPS.

In quella risposta, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha ribadito la volontà del Governo di favorire una piena utilizzazione delle due misure, fornendo indicazioni che permetteranno all’Istituto di applicarle in maniera pienamente coerente con le volontà espresse dal legislatore, anche rivedendo in autotutela le decisioni già assunte.


Il Ministero valuterà i risultati del riesame delle domande da parte dell’INPS, verificandone la coerenza con le indicazioni fornite all’Istituto.

La volontà del Governo di ampliare l’utilizzabilità dell’Ape sociale è confermata dalle norme inserite nel disegno di legge di bilancio che vanno in direzione di un allargamento della platea dei beneficiari della misura, con particolare riferimento alle lavoratrici con figli e ai lavoratori disoccupati a seguito della conclusione di contratti a tempo determinato.”



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