Pensioni 2017 oggi, ultimissime 26 ottobre: PD, aumento a 67 anni? Servono 3.6 miliardi

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Pensioni 2017 oggi, ultimissime 26 ottobre 2017: il Bonus Poletti è salvo, la decisione della Consulta

Nella giornata di ieri l’ex Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Elsa Fornero è tornata a parlare di pensioni: Non esistono solo i diritti acquisiti dei più anziani”, ha fatto sapere dalle pagine de Il Foglio in riferimento al riesame del Bonus Poletti approvato dalla Consulta (decreto legge maggio 2015). La Fornero sottolinea che bisogna – ricordarsi anche dei diritti dei giovani.
Una nota quella dell’ex Ministro che contrappone le necessità della cosiddetta ‘vecchia generazione‘ a quelle dei lavoratori più giovani. Nell’intervento viene data la colpa agli stessi ricorrenti che non si preoccupano della “sottrazione del diritto dei loro figli e nipoti. Si tratta dei medesimi figli e nipoti che gli anziani dicono di dover aiutare con le loro pensioni, perché senza lavoro o con redditi di lavoro inadeguati e precari, in un circolo vizioso (o contratto sbilanciato) che sarebbe bene riequilibrare una volta per tutte”.

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Elsa Fornero rivendica il blocco delle rivalutazioni per le pensioni sopra i 1500 euro, e il via libera per quelle più basse: “L’indicizzazione delle pensioni al costo della vita è buona cosa per i pensionati”. Intanto la Consulta approva “la nuova temporanea disciplina”:  “Diversamente dalle disposizioni del Salva Italià annullate nel 2015”, è stato promosso “un bilanciamento non irragionevole tra i diritti dei pensionati e le esigenze della finanza pubblica”. Il Consiglio concorda sulla legittimità del “bonus Poletti su rivalutazione parziale degli assegni. Salva diritti e finanza pubblica”. Una bocciatura sarebbe costata molto alle casse dello Stato, circa 30 miliardi.

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Pensioni 2017 oggi, ultimissime 26 ottobre 2017: scontro PD contro innalzamento età pensionabile

Come è già stato riportato dall’Istat nel mese di settembre, le aspettative di vita degli italiani sono cambiate e, di conseguenza anche l’aumento dell’età pensionistica (Legge Fornero 2011). Il Governo Gentiloni non fa marcia indietro, la Legge di Bilancio 2018 ripropone il meccanismo di adeguamento delle pensioni alle speranze di vita. A partire dal 2019 si potrà richiedere la pensione di vecchiaia all’età di 66 anni e 7 mesi attuali; la soglia salirà progressivamente, nel 2021, a 67 anni.

La decisione presa all’unanimità dalla maggioranza non piace né ai sindacati, né a Maurizio Martina, vicesegretario del PD: “Non tutti i lavori sono uguali. E non tutti i lavoratori hanno la stessa aspettativa di vita per le mansioni che fanno”, ha spiegato il Ministro. “Le norme volute dal Governo Berlusconi e poi modificate dal Governo Monti sull’aumento automatico dell’età pensionabile vanno riviste”.
La risposta del Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, non lascia intendere a un ripensamento: “La norma va applicata, ma entrerà a regime nel 2019 e abbiamo tempo per discutere”.

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