Pensioni oggi, ultimissime 30 ottobre 2017: Ape Social, Inps chiarisce sullo stato di disoccupazione

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Pensioni oggi, ultimissime 30 ottobre 2017: Ape Social, Inps chiarisce sullo stato di disoccupazione

Ape social ultimissime Inps: disoccupazione e anticipo pensionistico, arriva nei giorni scorsi una nota per dell’Istituto di Previdenza Sociale: “Lo stato di disoccupazione non viene meno in caso di rioccupazioni di durata inferiore a sei mesi, per cui eventuali rapporti di lavoro subordinato di durata inferiore a sei mesi svolti nel periodo successivo alla conclusione della prestazioni di disoccupazione, ad esempio brevi rapporti di lavoro a termine oppure prestazioni di lavoro occasionale retribuite coi voucher, non determinano più il venir meno dello stato di disoccupazione”. Sono state accolte così le indicazioni del Ministero del Lavoro riguardo l’interpretazione della domanda di accesso all’Ape Social. “Verranno esaminate alla luce del nuovo indirizzo in riferimento alle nuove domande di certificazione”, specifica l’Istituto. Coloro che si trovano dunque in stato di disoccupazione (dimissioni, risoluzione consensuale del rapporto, licenziamento individuale o collettivo) e che da 3 mesi non godono più della prestazione, entrano a far parte dei destinatari dell’Ape Social.

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Quelle domande che sono state precedentemente respinte per via dei brevi periodi di rioccupazione successivi al termine della prestazione di disoccupazione, fa sapere l’Inps, “saranno riesaminate d’ufficio dalle sedi dell’Istituto. Gli esiti delle rilavorazioni saranno comunicati secondo le consuete modalità”.

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Durante la Conferenza programmatica che si è svolta a Portici, il Ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, ha ribadito il suo impegno nel contrastare la decisione presa dal Governo Gentiloni:  “Non discutiamo il principio – ha detto – discutiamo le modalità. Serve gradualità. Perché non tutti i lavori sono uguali e non tutti i lavoratori hanno le stessa aspettativa di vita”.

Secondo Anna Maria Furlan, segretaria generale della Cisl, le aspettative di vita: “con il mestiere che si fa è un atto assolutamente di giustizia sociale. Quindi, abbiamo chiesto al governo di fermarsi e bloccare e sospendere lo scatto dell’aspettativa di vita”.
La Legge Fornero del 2011 potrebbe essere rivista? Secondo un articolo pubblicato dal Corriere della Sera, il Governo Gentiloni starebbe pianificando un piano alternativo per quei “lavoratori che svolgono le cosiddette attività gravose”. Le categorie al vaglio sul tavolo del Ministro del Lavoro delle Politiche Sociali Poletti sarebbero undici in totale: “maestre di asilo nido e di scuola materna, infermieri che fanno i turni di notte, macchinisti, camionisti, gruisti, muratori, facchini, badanti di persone non autosufficienti, oltre agli addetti alle pulizie, alla raccolta dei rifiuti e alla concia delle pelli”.

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