Stalking occupazionale legato al Mobbing, cosa fare al lavoro e a casa

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Stalking occupazionale legato al Mobbing, cosa fare al lavoro e a casa

In precedenza abbiamo parlato di mobbing sul lavoro, fenomeno in costante aumento con 12 milioni di lavoratori mobbizzati in Europa di cui oltre un milione in Italia.

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La parola mobbing fa spazio ad ulteriori atti persecutori come lo stalking occupazionale. Quest’ultimo termine sta a significare letteralmente ‘fare la posta‘ e indica tutti quelle azioni volte a vessare e a opprimere un lavoratore dipendente. Chiamata anche ‘sindrome del molestatore assillante‘. Chi commette un reato di stalking non si limita a assillare durante le ore di lavoro ma esercita pressioni nella vita privata della vittima. Viene definito infatti da Ege (2005) come “una forma di stalking in cui l’effettiva attività persecutoria si esercita nella vita privata della vittima, ma la cui motivazione proviene invece dall’ambito lavorativo”.

Stalking occupazionale legato al Mobbing, cosa fare al lavoro e a casa

Lo stalking occupazionale deriva da due motivazioni legate al mobbing:



  • viene utilizzato come strategia complementare al mobbing e ha come scopo quello di costringere un determinato soggetto a dare le dimissioni oppure a rinunciare a un proprio diritto.
  • viene portato avanti un reato di stalking in seguito a un tentativo di mobbing non riuscito o esaurito. Il mobber decide quindi di proseguire la sua azione persecutoria al di fuori delle ore lavorative.

A monte di un possibile tentativo o azione di stalking, molto spesso c’è un rifiuto alle avances di un collega o di un superiore da parte del soggetto mobbizzato. In questo caso la situazione si complica e viene portata avanti una serie di pressioni psicologiche attuate per indurre la vittima ad accettare i termini del ricatto. In che modo può avvenire la persecuzione appena descritta?

  • telefonate insistenti a tutte le ore del giorno e della notte
  • pedinamento nel tragitto casa-lavoro
  • e-mail e messaggi indesiderati da parte della vittima

La vittima, costantemente monitorata e seguita, subisce un pregiudizio nelle sue abitudini quotidiane e si trova a dover fare i conti con una situazione di stress psicofisico non indifferente.

Stalking occupazionale legato al Mobbing, cosa fare al lavoro e a casa

Cosa fare in caso di stalking occupazionale? Qual é il comportamento giusto da adottare se si è vittima di stalking? La maggior parte delle volte colore che sono vittima di mobbing o di stalking non riescono a confidare il reato perpetrato nei loro confronti con nessuno. La paura di perdere il posto di lavoro porta il soggetto a chiudersi in sé stesso, a non reagire e a bloccarsi subissato di sensi di colpa.

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Gli atti persecutori sono a tutti gli effetti una forma di molestia punita dal sistema legislativo italiano (legge 2009). Se si è vittima di mobbing o di stalking occupazionale è importante conservare sin da subito le prove tangibili e i documenti (e-mail, biglietti, lettere, chat e sms) utili per avviare un procedimento giudiziario futuro. Un’altra strada percorribile è rivolgersi al sindacato di appartenenza oppure a un centro di ascolto o consulenza per richiedere assistenza legale e psicologica. Riappropriarsi della propria vita privata è un diritto che va portato avanti abbattendo il muro di silenzio dentro e fuori di noi.

LEGGI ANCHE: Mobbing nel 2018, come difendersi al lavoro dai colleghi e dal capo

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